Due sorelline si tengono per mano davanti alla loro scuola distrutta dal terremoto a Suspachemawati nel distretto di Dolakha.
Due sorelline si tengono per mano davanti alla loro scuola distrutta dal terremoto a Suspachemawati nel distretto di Dolakha. © Plan International/Pieter ten Hoopen

Terremoto Nepal: le conseguenze del sisma per i bambini

Sono oltre 3 milioni i bambini coinvolti nel tragico terremoto in Nepal, avvenuto ad Aprile e Maggio 2015 e causa di quasi 9.000 morti e oltre 22.000 feriti. Case distrutte, edifici crollati, strade bloccate dalle frane e scuole danneggiate irreparabilmente: un'emergenza totale che ha costretto un intervento immediato di tutte le Associazioni umanitarie, per provare a riportare una parvenza di quotidianità nella vita dei bambini nepalesi, sconvolti dal sisma.

Terremoto Nepal 2015: il trauma dei bambini

I danni derivanti dal terremoto sono incalcolabili: non solo danni materiali, ma anche e soprattutto psicologici, specialmente per i più piccoli. Il senso di impotenza dei primi mesi e la paura costante che tutto possa essere di nuovo strappato via in pochi istanti ha causato traumi pesantissimi ai bambini nepalesi, costretti a convivere tutt'oggi con una situazione che ancora non si può dire sia tornata alla normalità.

Una normalità inseguita fin da subito anche da Plan International, la cui priorità, oltre all'invio immediato di kit per ripari d'emergenza, cibo, acqua e servizi per l'igiene, è stata riportare il prima possibile i bambini sui banchi di scuola, all'interno di un ambiente per loro sicuro, inviando migliaia di kit scolastici e realizzando centinaia di centri temporanei per l'apprendimento (nei primi sei mesi Plan International ha costruito 282 centri temporanei per l’istruzione per 18.353 bambini), dando loro la possibilità di continuare ad istruirsi nonostante gli effetti del terremoto.

Garantire l'istruzione dei bambini nepalesi colpiti dal terremoto del 2015 è fondamentale tanto quanto fornire loro spazi dedicati per farli giocare in sicurezza, permettendogli così di ritrovare quella serenità psicofisica venuta a mancare dopo il sisma.

Il recente "Studio Rainbow", coordinato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e che ha riguardato i bambini coinvolti dal terremoto del 2009 avvenuto a L'Aquila, ha evidenziato come oltre un bambino su due presenti un problema di natura psicopatologica, che include fragilità umorale e ipervigilanza, sintomi associabili alla Sindrome Postraumatica da Stress. Dei bambini coinvolti nello studio, il 20% "rivive" inoltre il trauma e l'orrore del sisma ogni giorno, come in un incubo costante.

E se questi sono i dati derivanti da un sisma di "lieve entità", se paragonato al terremoto in Nepal del 2015, specialmente per il contesto totalmente differente delle due realtà, è facile immaginare come i bambini del Nepal abbiamo vissuto (e stiano vivendo tuttora) un dramma "senza precedenti".

Emergenza Terremoto Nepal 2015: gli interventi di Plan International

Nei primi sei mesi successivi al disastro, Plan International ha affrontato l'emergenza terremoto in Nepal in due fasi, una di aiuto immediato ed una di "ricostruzione", aiutando 255.120 persone, tra cui 106.739 bambini, fornendo non solo kit per ripari d’emergenza, cibo e acqua, servizi per l’igiene, centri temporanei per l'istruzione (in attesa della costruzione di nuove scuole da parte del governo) e spazi ad hoc per far giocare in sicurezza i bambini, ma anche garantendo sostegno psicologico e sociale sia ai bambini che agli insegnanti.

Plan International si è mossa sin dai primi giorni per raggiungere anche le zone più isolate, circondate da montagne, creando un ponte aereo con elicotteri forniti dall’esercito nepalese e lanciando 1.400 tende, con relativo kit, nel distretto di Dolakha (qui si stima che il terremoto abbia distrutto il 90% delle case) per dare rifugio ai bambini e alle loro famiglie.

In situazioni di emergenza così drammatiche, la velocità d'azione è indispensabile soprattutto per aiutare le bambine, che se allontanate da scuola per lunghi periodi difficilmente riusciranno a proseguire gli studi, diventando vittime di matrimoni prematuri e lavoro minorile.

Nei primi sei mesi Plan International Nepal ha sostenuto bambini e comunità nei seguenti modi:

  • 18.353 bambini stanno studiando in 282 centri temporanei per l’apprendimento.
  • 44.000 bambini hanno ricevuto supporto psicologico, istruzione non formale e skill di vita in 73 centri ad hoc per loro e tramite servizi esterni mobili.
  • 46.190 famiglie hanno ricevuto materiali di emergenza per rifugi.
  • 13.786 donne e bambini sono stati formati sulla salute materna e infantile.
  • 40.026 famiglie hanno ricevuto kit per l’igienizzazione dell’acqua.
  • 32.652 famiglie hanno beneficiato di confezioni alimentari per il sostentamento.
  • 5.608 persone hanno avuto opportunità lavorative contribuendo alla costruzione o alla ristrutturazione di 600 beni della comunità.