Scenari come questo sono ormai molto frequenti nelle varie parti del Pianeta, il 2016 sta attraversando ondate di grande caldo con conseguente siccità.
Scenari come questo sono ormai molto frequenti nelle varie parti del Pianeta, il 2016 sta attraversando ondate di grande caldo con conseguente siccità. © Plan International

Siccità nel mondo: racconti e testimonianze dalle zone più colpite

L'allarme lanciato dalla NASA è chiaro: il 2016 rischia di essere l'anno più caldo dal 1880 ad oggi, calcolando le temperature registrate in questi primi mesi, aggravando ulteriormente il problema della siccità nel mondo.

Oltre al riscaldamento climatico, causa primaria dell'innalzamento globale delle temperature, le conseguenze de El Nino si faranno sentire quest'anno più che mai, aumentando l'emergenza soprattutto in quei paesi già particolarmente colpiti dal fenomeno nello scorso anno.

I drammatici effetti della siccità si convertono in mancanza d'acqua e cibo, mettendo in pericolo oltre 60 milioni di persone, molte delle quali già oggi necessitano di assistenza umanitaria, versando in gravi condizioni di insicurezza alimentare.

Emergenza siccità: storie dal mondo

Se l'emergenza siccità in Etiopia ha raggiunto nel 2016 livelli critici, mettendo a rischio insicurezza alimentare oltre 22 milioni di persone (su una popolazione totale di 90 milioni di abitanti), la situazione è ugualmente drammatica anche in molte altre zone dell'Africa e dell'Asia, colpite duramente dagli effetti de El Nino.

Condizioni di crisi estrema, testimoniate da chi sta vivendo sulla propria pelle gli effetti devastanti della mancanza di acqua e cibo.

Alcuni paesi soffrono particolarmente di tale condizione.

Siccità nel mondo: il caso Etiopia

Mirete vive con la sua famiglia in Etiopia, nel distretto di Shala. Ha visto le sue colture distrutte dal cambiamento climatico e dalla pesante siccità ed ora sopravvive solo grazie agli aiuti alimentari:

"Sono passati due anni da quando il fiume ha cominciato ad asciugarsi. Il mio campo è ormai solo un tratto di terra secca. Poiché la siccità persiste, abbiamo venduto tutto quello che avevamo, tra cui il nostro bestiame, per sostenere le nostre vite. Mia figlia Asmera ha avuto la diarrea per giorni. Non poteva mangiare. Lei a malapena pesava 5 kg."

Asmera ha appena due anni e soffre di grave malnutrizione, come tanti altri bambini etiopi. Per lei è iniziato un trattamento specifico in un centro di stabilizzazione istituito da Plan International Etiopia in grado di fornire cure, letti, biancheria pulita, medicine e cibo:

"Asmera soffriva di malnutrizione grave e di una terribile diarrea, uno dei tanti casi clinici critici per l'ammissione al centro di stabilizzazione e il conseguente trattamento dai 15 ai 20 giorni", dice Zemene, specialista di nutrizione del distretto. In 10 giorni di trattamento nel centro, Asmera è arrivata a pesare 6,2 kg ed ora sta molto meglio:

"Mangio tre volte al giorno. Ho un letto e delle lenzuola. Tutte le mie necessità sono soddisfatte in questo luogo" - racconta Mirete - "Qui mi danno cibo arricchito con nutrienti e il mio latte è aumentato. Asmera gioca ed è felice. Sono contenta che stia meglio, non me lo sarei mai aspettato. Ho creduto di perdere la mia bambina per sempre"

Grazie al trattamento, Asmera è tornata a casa e Mirete non ha perso tempo, impiegando il suo tempo dando forza alle altre madri colpite dallo stesso dramma.

Siccità in Zimbabwe

Beauty ha 13 anni, è un'orfana con tre fratelli più piccoli e vive con la nonna nella provincia di Masvingo, in Zimbabwe, una delle zone più colpite dalla siccità causata da El Nino.

Nella sua comunità non c'è cibo e mancano i mezzi di sussistenza. Beauty si sveglia ogni mattina alle 4 per recuperare acqua e mais essicato prima di percorrere i 18km che la separano dalla scuola.

La sua famiglia dipende interamente da lei, ma Beauty è stanca e debole, sopravvive con un pasto al giorno, un piatto di miglio e verdure, e questi lunghi viaggi, fatti spesso a stomaco vuoto, la distruggono:

"La distanza dalla scuola mi fa perdere la speranza e sento le mie ossa doloranti" - racconta Beauty - "Rientrare a casa è ancora più duro, soprattutto sapendo che non c'è nulla da cucinare. Alcune notti andiamo a dormire senza cibo.

Dopo queste notti, non riesco a svegliarmi per andare a scuola, il mio corpo mi abbandona. A volte, ho scricchiolii allo stomaco taglienti, ogni volta che vado in bagno ho diarrea.

Nei fine settimana, vado a prendere legna da ardere e acqua, ma i pozzi sono sempre più profondi ed è sempre più difficile, pericoloso e pesante recuperare l'acqua. Alcune famiglie mi pagano per fare questo, mentre altre mi danno un po' di farina di mais e sale. A volte elemosino cibo ai vicini che conoscono i miei fratelli e mia nonna".

Una situazione drammatica che mette a rischio anche l'istruzione di Beauty e il suo futuro:

"La situazione sta peggiorando perché so che le mie tasse non vengono pagate e mia nonna non mi può comprare tutti i libri. Tutto il denaro va per il poco cibo che possiamo permetterci. Ragazze come me devono rimanere a casa durante i giorni di scuola e accudire i  fratelli e le sorelle, mentre le madri sono lontano da casa, impegnate in un piccolo commercio o in altre attività economiche volte a nutrire la famiglia. Faccio lavori umili casuali per ottenere un paio di dollari da aggiungere al denaro di casa, non ho tempo per giocare".

Siccità in Timor Est

Lidia da Conçencào è un'insegnante che vive nel comune orientale di Lautem, un distretto di Timor Est, e così racconta le tragiche condizioni in cui sono costretti a vivere i bambini nella zona:

"Stiamo sentendo gli effetti del El Niño: le scarse piogge hanno fatto prosciugare fonti d'acqua. Alcuni animali, come i bufali e i cavalli, sono morti. I bambini non si lavano prima di andare a scuola e l'igiene personale è carente a causa della mancanza di acqua.

Diverse famiglie non possono preparare il cibo, perché non hanno acqua. In una comunità, attualmente devono camminare per cinque chilometri per raccogliere l'acqua, lavarsi e fare il bucato al fiume.

Di solito si raccoglie il mais a febbraio, ma quest'anno è stato piantato tardi per le scarse piogge. Si va incontro alla carestia".

Anche per lo studente Francisco la situazione è ormai disperata, ma drammaticamente comune a quella di milioni di bambini colpiti dalla siccità in varie parti del mondo:

"I bambini soffrono di diarrea, hanno febbre e mal di schiena dovuto al trasporto di acqua su lunghe distanze. La gente non può mantenere la propria casa pulita, non può lavare i piatti.

Spesso i bambini si assentano da scuola perché le loro famiglie li mandano a prendere l'acqua. Devono rimanere fino a tarda notte a raccogliere l'acqua in zone remote e fare la fila per lunghe ore, in modo che quando sono a scuola sono stanchi e si addormentano, non possono concentrarsi".