Il coltello è lo strumento più usato per praticare la mutilazione genitale alle bambine.
Il coltello è lo strumento più usato per praticare la mutilazione genitale alle bambine. © Plan International / Nick Loomis

Mutilazioni Genitali Femminili: cosa sono, le cause e le conseguenze

Tradizioni culturali barbare, violenze indicibili figlie di una cultura arretrata, della discriminazione sessuale e di un contesto sociale, economico e politico dominato dagli uomini. Queste sono le mutilazioni genitali femminili, una pratica drammatica tipica dei paesi africani e contro cui Plan International si batte da anni per salvaguardare i diritti delle donne.

Donne che rivestono un ruolo del tutto subordinato all'uomo, mutilate per preservare la loro "purezza", in nome di una cultura che vede ancora il matrimonio come l'unica opportunità di una crescita socio-economica: una donna "pura" migliora la sua reputazione e risulta maggiormente "sposabile". Mutilazioni genitali femminili viste quindi come prerequisito fondamentale per il matrimonio ed il futuro delle giovani donne.

Un problema difficile da sradicare, rituali che si mantengono in vita ancora oggi laddove cultura, tradizioni, società e religione rivestono un ruolo primario e su cui è complesso intervenire senza conoscerne il reale contesto.

Le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili

Si calcola che in Egitto, nonostante le mutilazioni genitali femminili siano illegali, la percentuale di bambine mutilate sia oltre il 90% e che ben il 21% si sposi prima di compiere i 15 anni.

Ma quali sono esattamente le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili? Immediate complicazioni "post-operatorie" possono includere forte dolore, stato di shock, emorragie, tetano e setticemia, ritenzione urinaria, ferite aperte nella regione genitale e lesioni al tessuto genitale.

Conseguenze a lungo termine possono invece riguardare perdite di sangue ricorrenti, infezioni urinarie, cisti, fistole, incontinenza - entrambe le patologie sono motivo di allontanamento della donna dalla società - infertilità, un aumento sensibile di rischio durante la gravidanza e la probabile necessità di futuri interventi chirurgici, senza dimenticare il trauma psicologico riportato, che si tramuta spesso in violente depressioni, stress post traumatico, malattie psico-somatiche e auto-lesionismo.

In Sierra Leone, una donna su otto muore in seguito a complicazioni durante il parto. Ragazze di appena 15 anni non ancora fisicamente mature per mettere alla luce dei figli e che troppo spesso sono costrette ad abbandonare la scuola per seguire la gravidanza, che risulta essere la terza causa principale dell'abbandono scolastico. (1)

Matrimoni prematuri, spesso forzati, in cui nel 35% dei casi il compagno è di almeno 10 anni più vecchio (2) e che finiscono con l'essere legati forzatamente all'aumento del rischio di abusi sui minori. Matrimoni precoci e gravidanze premature sono fattori determinanti nel ciclo della povertà, che obbligano bambine e ragazze a interrompere i propri studi, limitando fortemente le opportunità di una crescita personale e socio-economica, per loro e le future generazioni.

L'Italia e le Mutilazioni Genitali Femminili: la stagione dei tagli

Dal 1993 numerose convenzioni internazionali, come la Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne, classificano le mutilazioni genitali femminili tra gli abusi più brutali perpetuabili sulle donne. (3)

Secondo dati forniti dall'Alto Commissariato Onu per i rifugiati, sono oltre 25.000 le donne scappate dal  loro paese d'origine per richiedere asilo in Europa, con un picco di arrivi tra 2008 e 2013 da Eritrea, Guinea, Egitto e Mali.

Un problema mondiale, che ci riguarda tutti, anche da vicino: con l'avvicinarsi dell'estate, sono infatti migliaia le bambine africane immigrate che tornano nel loro paese e vengono sottoposte a mutilazioni.

In Italia si contano almeno 50.000 bambine vittime di mutilazioni genitali femminili e chissà quante ancora a rischio: "Il dolore è uno shock terribile per una bambina. Hai dolore durante tutto il ciclo mestruale, dolore durante il parto, il dolore è sempre con te", ha raccontato Madina Bocoum, responsabile del programma contro le mutilazioni genitali femminili di Plan International in Mali e lei stessa vittima da bambina di questa terribile pratica.

Negli ultimi anni il fenomeno è stato evidenziato maggiormente dalla stampa, contribuendo a migliorare la conoscenza delle mutilazioni genitali femminili e i motivi e le cause nascoste dietro esse, ma molto può e deve ancora essere fatto, specialmente a livello politico e legislativo.

L'operato di Plan International contro le Mutilazioni Genitali Femminili

Plan International crede che a un problema globale si debba rispondere con una soluzione globale. Per questo negli anni ha operato sul campo per:

  • aumentare la consapevolezza generale sulle conseguenze delle mutilazioni genitali femminili, assicurandosi che le donne siano coscienti dei danni provocati da tali pratiche;
  • promuovere l'uguaglianza di genere direttamente nelle comunità, fornendo protezione legale per bambine e donne e cure mediche per affrontare le conseguenze delle mutilazioni;
  • coinvolgere i governi, collaborando per aiutarli a comprendere le violazioni dei diritti delle bambine e delle donne che le mutilazioni genitali femminili comportano, implementando leggi per eliminarne la pratica.

Stroncare le mutilazioni genitali femminili deve essere obiettivo comune dei paesi civilizzati, tutelando donne e bambine da una pratica barbara che nel mondo, ogni anno, mette a rischio oltre 3 milioni di bambine.