Rituale di un matrimonio nepalese: il futuro marito distribuisce il sindoor sulla scriminatura della sua futura sposa.
Rituale di un matrimonio nepalese: il futuro marito distribuisce il sindoor sulla scriminatura della sua futura sposa. © Plan International / Lieve Blancquaert

La Convenzione sui Diritti dell'Infanzia

Nel mondo, un numero sempre maggiore di bambine e bambini sono vittime di pratiche dannose e violenze, dalle mutilazioni genitali femminili ai matrimoni prematuri, passando per abusi sessuali, delitti d'onore, lapidazioni e una sconfinata serie di altre forme di violenza meno conosciute, ma altrettanto brutali.

Nella maggior parte dei casi, i bambini vivono in contesti difficili, in società che non rispettano i loro diritti e le loro opinioni, non riconoscendoli pienamente come esseri umani. Per questo, ancora oggi milioni di bambini in tutto il mondo vedono la propria vita distrutta fin dall'infanzia, senza alcuna possibilità di ottenere una corretta educazione ed istruzione, accesso alle cure e protezione.

Ogni settimana vengono riportati nuovi casi drammatici di violazioni dei diritti dei bambini: un caso recente ha toccato anche i paesi scandinavi, universalmente riconosciuti come all'avanguardia su innovazione, qualità della vita e welfare.

Le indagini, svolte in numerose strutture di accoglienza di Svezia, Norvegia e Danimarca (che hanno accolto solo lo scorso anno oltre 31.000 richiedenti asilo, in particolare afghani e siriani in fuga dai conflitti), hanno evidenziato la presenza di oltre un centinaio di giovani spose con meno di 16 anni, alloggiate nelle strutture assieme ai mariti. Almeno quattro di loro, stando a quanto dichiarato dal Consiglio norvegese per l'immigrazione, avrebbero già partorito.

Ma se i paesi scandinavi si sono subito allertati per modificare l'attuale normativa che regola l'accoglienza, separando le spose bambine in strutture apposite, lontano dai mariti, ben diversa e più complessa è la situazione in paesi africani, asiatici e sud americani in cui tradizioni culturali arretrate, povertà e mancanza d'istruzione giocano ancora un ruolo decisivo, spingendo molti governi, tra cui gran parte del blocco dell'Asia meridionale, fatta eccezione per il Nepal, a rifiutare l'abolizione del matrimonio prematuro.

Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e Risoluzione ONU contro i matrimoni prematuri

La prima reale presa di coscienza internazionale riguardo il dramma dei matrimoni precoci è giunta direttamente dall'ONU, che nel 2014 ha adottato ufficialmente una Risoluzione contro i Matrimoni Prematuri (*) discussa dall'Assemblea Generale per i Diritti Umani.

Una posizione netta per far fronte ad un'emergenza mondiale che Plan International combatte da anni con campagne contro i matrimoni precoci e le spose bambine e a difesa dei diritti dei bambini, sanciti con la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del 1989, ratificata anche dall'Italia nel 1991 con la Legge n.176.

La convenzione, composta da 54 articoli, tutela ufficialmente i diritti di bambine e bambini (e in generale di tutti i minorenni da 0 a 18 anni) e individua gli organismi preposti al suo monitoraggio, includendo un sistema basato sull'invio di rapporti periodici da parte degli stati contraenti per verificarne il corretto operato.

Grazie alla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e i suoi protocolli opzionali, ogni stato firmatario è obbligato al rispetto degli articoli enunciati, che spaziano dal diritto alla protezione, alla salute, alle cure e alla libertà di pensiero ed espressione del bambino, fino al diritto all'istruzione e al gioco.

L'adozione e l'implementazione di una legislazione nazionale in conformità con gli standard internazionali sui diritti umani, dimostra la ferma intenzione degli Stati membri delle Nazioni Unite di comunicare un messaggio chiaro di condanna nei confronti delle pratiche dannose verso i minori e l'assoluta necessità di promuovere questo messaggio direttamente alle comunità e alle famiglie situate nei paesi dove queste pratiche sono mantenute tuttora, in totale assenza di una corretta educazione sui diritti dei minori.

Diritti inalienabili che orientano tutte le attività di Plan International, impegnata da sempre a tutelare la parità di genere per permettere a bambini e bambine di realizzare il proprio potenziale e autodeterminarsi, costruendo un futuro migliore per sé stessi e per la propria comunità.

(*) "Child, early and force marriage" - Risoluzione adottata dall'Assemblea Generale ONU, 18 Dicembre 2014.